Nella musica, chissà perché, diamo sempre per scontato che i grandi successi vengano dall’estero. I grandi produttori del pop sono svedesi e le pop star americane, mentre il Nord Europa la fa da padrone nel metal.
E noi italiani?
Il settore in cui nessuno può insegnarci niente è la musica elettronica. Qua, noi siamo sia l’avanguardia che la tradizione; vediamo quindi alcuni artisti nostrani che hanno definito e trasformato radicalmente il genere.
Giorgio Moroder
Per stimare l’impatto di questo artista nel panorama musicale globale, basta dire che si è portato a casa svariate statuette Oscar: tre, per la precisione.
Uno per la migliore colonna sonora del film “Fuga di Mezzanotte” (1979) e due per la migliore canzone, rispettivamente per “Flashdance… What a Feeling”, comparsa in Flashdance nel 1984, e per “Take My Breath Away” in “Top Gun” tre anni dopo.
A questi premi, sono da aggiungere i quattro Grammy e anche dei Golden Globe.
Ma com’è arrivato questo successo?
La carriera di Moroder parte in realtà nel 1959 quando si unisce e si separa da svariate band musicali, ma è solo con il suo trasferimento a Berlino, che si avvicina al mondo della disco-music, della quale è considerato il padre.
In Germania, al tempo, c’erano infatti già discoteche dove lui andava a fare svariati set di circa mezz’ora. I dancefloor lo influenzano e, così, quando si trasferisce a Monaco e acquista Musicland Studios, il suo primo studio di registrazione, inizia a sperimentare con i sintetizzatori. Ne esce “Son of my Father”, composto per Chicory Tip, che volerà in cima alle classifiche inglesi.
Il sintetizzatore è quindi entrato nella musica, ma non si può ancora parlare di vera e propria disco music. Il merito di quello va infatti al singolo “Love to Love You Baby”, seconda collaborazione di Moroder e Bellote (il suo socio) con l’al tempo emergente Donna Summer.
Da lì, i featuring con vari artisti diventano innumerevoli, ma nessuna più azzeccata di quella con i Daft Punk, che nel loro album Random Access Memories gli dedicano il singolo “Giorgio by Moroder”, che racconta la storia di Giorgio stesso usando pezzi di monologo registrati dal produttore stesso.
Planet Funk
Tra i grandi della musica elettronica italiana che hanno voluto rendere omaggio a Moroder, ci sono i Planet Funk. A fine 2024, la band napoletana ripropone “Nights in White Satin” dei Moody Blues, in una versione dance più simile a quella che Moroder aveva realizzato tanti anni prima.
Un omaggio che arriva comunque da uno dei più grandi rappresentanti della musica elettronica globale, che con hit quali “Lemonade”, “Chase the Sun” e “Inside all the People” ha fatto (e fa ancora) ballare migliaia di persone ogni anno.
Il loro ultimo album è uscito il 16 gennaio 2026 e si chiama “Blooom”. Purtroppo è anche l’ultimo al quale ha partecipato il chitarrista Domenico “Gigi” Canu, scomparso a maggio 2025 all’età di soli 66 anni.
Gigi d’Agostino
Sicuramente uno dei DJ più di successo del pianeta, Gigi d’Agostino è uno dei rappresentanti più importanti dell’italo dance, nonché di ciò che lui definisce “Lento Violento”.
Nonostante la sua carriera vanti numerosi singoli che hanno fatto il giro delle discoteche globali (come “Bla bla bla”, una critica a coloro che parlano tanto, ma senza dire niente), il suo brano più famoso è senza dubbio l’Amour Toujours, uscito nel 1999.
Gli ultimi anni non sono stati facili per Gigi Dag, che a fine 2021 si è trovato costretto ad affrontare una malattia molto aggressiva e dolorosa, che lo ha anche portato all’uso del deambulatore. In quel periodo, si era completamente isolato, racconta, arrivando persino a tagliare i fili del citofono di casa per non essere disturbato.
La pausa è durata 3 anni, terminata nel 2024, in occasione del 30esimo anniversario della sua carriera.
Nonostante la paura sia rimasta, il DJ ha trascorso tutto il 2025 a portare la sua musica in giro per il mondo e anche il 2026 lo vedrà sui grandi palchi, primo fra tutti quello del Nameless Winter Festival a Barzio, dove sarà l’headliner il 14 febbraio 2026.
La musica elettronica sul grande palco: gli eventi 2026
La stagione della musica all’aperto si apre con il Nameless Festival, che prevede principalmente musica EDM, techno e House, e che offre due appuntamenti: l’edizione Winter si terrà il 14-15 febbraio 2026, mentre quella estiva sarà dal 30 maggio al 1 giugno.
Gli headliner della Winter sono Gigi d’Agostino e Axwell. A giugno, invece, per ora sono confermati Fisher e Calvin Harris, ma tanti altri nomi devono ancora essere annunciati.
La stagione della musica elettronica prosegue poi con un evento da non perdere:
Considerato tra i 6 migliori festival al mondo da DJ Mag, il Kappa Futur Festival (KFF) si terrà al Parco Dora, a Torino, dal 3 al 5 luglio. Per ora la line-up annovera artisti del calibro di Armin Van Buuren, Diplo e Skrillex, ma molti altri devono ancora essere annunciati.
Infine, dal 5 al 6 settembre 2026 si terrà al Parco delle Cascine di Firenze il Decibel Open Air.
Purtroppo quest’anno è già passato il CIMA Festival, un evento piuttosto unico che si svolge sul monte Cimone, a ben 1430 metri di altezza, e che, anche quest’anno, ha visto le luci disco dei dancefloor riflettersi sulla neve.

